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COMUNICAZIONE E PRIVACY AI TEMPI DI FACEBOOK

 

Come cambieranno le regole della comunicazione con l’uso dei social network?

 

Privacy e social network

 

L’utilizzo dei social network sta cambiando le modalità di comunicazione e di relazione tra le persone, oltre al nostro modo di intendere la privacy. Per questo motivo il Garante della Privacy ha pubblicato un’utile guida per gli utenti dei social network.

 

È indubbio che questi strumenti espandono le nostre possibilità di comunicare, si tratta di capire se questo aumento sarà accompagnato da modalità interattive di qualità e soddisfacenti per gli utenti.

 

Ad esempio, le regole sociali che valgono nella vita offline, sono valide anche quando si utilizzano dei social? Le azioni che facciamo online, possono avere degli effetti nella vita reale?

 

Come i social network cambieranno il nostro modo di comunicare?

 

Da un punto di vista psicologico, possiamo intendere la comunicazione come l’interazione tra due o più persone che ha come finalità il cambiamento di idee, opinioni, sentimenti, comportamenti, conoscenze e ruoli dei partecipanti.

 

Questo cambiamento avviene attraverso i processi di persuasione espliciti ed impliciti che i partecipanti mettono in atto durante la comunicazione, in virtù dei loro obiettivi (informare, persuadere, organizzare un incontro tra amici, sedurre…).

 

Partendo da questa premessa, sarà interessante capire come i social network influenzeranno sempre di più le modalità di comunicazione generando nuove regole, nuovi linguaggi e nuovi modi di interagire. Si pensi ad esempio all’utilizzo delle Emoticon, le faccette che vengono utilizzate diffusamente per descrivere il proprio stato d’animo. Sono così facilmente comprensibili? Perché le usiamo al posto delle parole?

 

I social network sono luoghi virtuali dove, attraverso internet, le persone possono condividere informazioni, foto, video, dati personali, pensieri ed emozioni.

 

Le modalità d’uso e le finalità di chi utilizza i social network possono generare occasioni di contatto con parenti o amici che abitano lontano oppure, in ambito sociale o politico, ci trasformano in agenti attivi di messaggi o campagne a favore di ciò in cui crediamo oppure, in ambito lavorativo, creano scambi di conoscenze e occasioni per nuove collaborazioni.

 

Le caratteristiche di queste “piazze virtuali”, tra cui la semplificazione e la velocità dei contatti e dello scambio, costituiscono al contempo i vantaggi di questi mezzi ma pongono anche alcuni aspetti critici relativi al loro utilizzo.

 

Si può partecipare a gruppi di amici, di colleghi o di persone che condividono gli stessi interessi, nell’illusione di rimanere all’interno di una stretta cerchia di persone.

 

In realtà l’obiettivo dei social network è quello di moltiplicare le interconnessioni tra persone, non solo per fini amichevoli ma soprattutto per finalità di tipo commerciale.

 

Esattamente come accade nella vita offline, far parte di un gruppo fa scattare la naturale tendenza a socializzare e dunque, anche condividere aspetti della nostra vita personale, professionale e affettiva come informazioni confidenziali, orientamenti politici e religiosi, condizioni di salute e giudizi su persone o gruppi esterni.

 

Inoltre i social network, per la loro caratteristica di “virtualità”, possono generare la sensazione di distanza dagli altri interlocutori, tale per cui si possono assumere atteggiamenti, opinioni e comportamenti anche differenti da quelli che si adotterebbero in un incontro “reale”.

 

Incidenti relazionali, incomprensioni, fenomeni di aggressività e violenza a danno di persone pubbliche o meno preparate a gestire lo scontro, si generano anche in virtù dell’illusione di anonimato e irrealtà nei quali avviene la comunicazione e le relazioni attraverso le reti sociali virtuali, dove sembra che chiunque possa esprimere ciò che vuole e come vuole, apparentemente senza regole.

 

Le relazioni sociali attraverso internet creano l’illusione che tutti siano sullo stesso piano e dunque ci si possa rivolgere nello stesso modo ad ex compagni di scuola, amicizie di vecchia data, colleghi di lavoro, creando una sorta di dimensione “senza tempo”, a differenza di un incontro “dal vivo” nel quale considereremmo meglio cosa condividere a seconda del nostro interlocutore.

 

Anche le informazioni, le opinioni e i contenuti come foto e video pubblicate sui social assumono una cornice senza luogo e senza tempo. Spesso i contenuti pubblicati risultano poco comprensibili in mancanza di elementi di contesto e collocazione spazio-temporale che ci permetterebbero di interpretare meglio il messaggio.

 

Gli aspetti emotivi della comunicazione rischiano di essere amplificati enormemente o affidati a simboli e icone stilizzati, ma dall’apparenza di immediata comprensione agli interlocutori.

 

Le valutazioni, i giudizi, le opinioni e le reazioni ai contenuti altrui sono più immediate e decise. Si sceglie più velocemente da che parte stare, commettendo scelte grossolane o dalle quali non sempre è facile tornare indietro.

 

Infatti, se noi tendiamo a dimenticare i contenuti pubblicati e visualizzati pochi giorni prima, le piattaforme che li gestiscono sono ben interessate a ricordarsele, soprattutto a fini commerciali, immagazzinando le nostre informazioni rispetto ai luoghi frequentati, i cibi mangiati, le preferenze o gli acquisti fatti.

 

Queste caratteristiche del virtuale ci dovrebbero far essere più attenti alle modalità con le quali avvengono le comunicazioni e le relazioni, ma sembra più che altro generino atteggiamenti, ruoli e comportamenti tipici del disimpegno e del disinteresse.

 

D’altronde, uno degli scopi dei social network è proprio quello dello svago e dell’intrattenimento, ma chi di noi non è stato coinvolto o si è trovato spettatore di incomprensioni, incidenti relazionali, litigi, generati proprio dalle caratteristiche della comunicazione sui social, ancora tutte da comprendere e da condividere.

 

L’illusione di una comunicazione e di una relazionalità più semplice ed immediata, ci fanno scoprire la complessità della comunicazione umana ai tempi di Facebook.

 

Inoltre, usare un social network vuol dire anche ridurre la tutela della nostra privacy dato che spesso e inconsapevolmente esponiamo alla rete informazioni personali o di persone a noi vicine.

 

Per questo motivo il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato nel maggio del 2014 la seconda edizione della guida dedicata agli utenti delle reti social.

 

Questa, scaricabile al link sottostante, è un vademecum per proteggere la propria privacy, ovvero i dati personali relativamente ad informazioni, contenuti come foto e video con l’obiettivo di far prendere coscienza di come tutto ciò che viene pubblicato rimane in rete per sempre e può essere usate per finalità diverse da quelle social, come quelle commerciali, criminali, cyberbullismo.

 

Link per scaricare la Guida del Garante per la Privacy.

 

http://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3140059

 

Pubblicato il 20 aprile 2019

 

Dott. Carlo Grolli
Dott.ssa Marta Erba

 

CONTATTAMI, senza impegno, per avere maggiori informazioni.

Studio Marta Erba è un sito per far conoscere la mia attività e sviluppare le potenzialità della psicologia e della psicoterapia come modalità di conoscenza di sé e del mondo.

 

Pertanto mi auguro che questo sito possa diventare un luogo virtuale nel quale trovare informazioni, domande nuove, risposte inaspettate su argomenti e temi ai quali tento di rispondere attraverso la psicologia.

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